Gara Europea: Selezione ente esecutore_Reg 1144/2014

Selezione mediante Procedura Competitiva Aperta, di un organismo di esecuzione incaricato della realizzazione delle attività previsti nell’ambito del Programma triennale “QUALI-EU”, finanziato dalla Commissione Europea ai sensi del Regolamento (UE) n. 1144/2014

 

Call for Tenders through an Open Competitive Procedure for the selection of an implementing body responsible for carrying out activities under the three-year “QUALI- EU” program, funded by the European Commission pursuant to Regulation (EU) No. 1144/2014

Convegno FOOI del 14 luglio 2021

Il FOOI apre il confronto con Istituzioni, rappresentati delle organizzazioni e operatori del settore alla luce dei nuovi strumenti e delle nuove regole di accesso.
Presenti i parlamentari Dario Stefàno e Filippo Gallinella

Nella mattinata odierna si è tenuto il webinar dal titolo “Le sfide della filiera olivicolo-olearia: Pac e Ricovery Fund per dare futuro al settore” promosso e organizzato da FOOI e primo di una serie di iniziative in programma che hanno lo scopo di analizzare gli aspetti della filiera olivicola olearia in un mercato in continua evoluzione che richiede un’elevata capacità progettuale e la definizione di una politica interprofessionale di qualità in grado di valorizzare i tratti autentici per aumentare le performance della produzione nazionale.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) offre opportunità importanti al settore olivicolo-oleario. “Il via libera di queste ore da parte dell’ECOFIN al piano italiano – sostiene Dario Stefàno, Presidente della Commissione Politiche Ue di Palazzo Madama – apre la strada a occasioni di crescita collettiva che ora sono a portata di mano e che possiamo cogliere associando alla riconosciuta qualità che caratterizza le produzioni Made in Italy una quantità di risorse nuove e strumenti nuovi come quelli offerti dal settore digitale”.

Secondo Filippo Gallinella, Presidente della Commissione Agricoltura di Montecitorio, la nuova PAC è una sfida per l”agricoltura e l’olivicoltura italiana: “sostenibilità è e deve essere la priorità del futuro, perché è un concetto, una visione apprezzata dai consumatori nazionali e internazionali.” Occorre quindi smettere di lamentarsi e rimboccarci le maniche, avendo il coraggio di percorrere sentieri diversi da quelli battuti fino a qui: “bene Dop/Igp e biologico, ma oggi competitività fa rima con sostenibilità.”

La sostenibilità ambientale – ha detto nel suo intervento conclusivo Paolo Mariani, Presidente FOOI – è elemento centrale per il rilancio del settore olivicolo. Siamo pronti a collaborare sinergicamente a tutti i livelli, con gli altri attori e le Istituzioni, per valorizzare il settore e offrire il giusto riconoscimento all’impegno e alle ambizioni della filiera”.

Gli interventi di Dino Scanavino, Presidente CIA e Giampaolo Bonfiglio, in rappresentanza di Alleanza delle Cooperative Italiane, hanno offerto al dibattito un contributo originale ribadendo il sostegno all’iniziativa programmatica del FOOI e raccogliendo l’invito a lavorare congiuntamente per obiettivi comuni.
Il contesto infatti è quello di un settore dalle grandi potenzialità in prospettiva ma ancora da migliorare. Lo ribadiscono gli interventi in cifre di Tiziana Sarnari di Ismea, che ha messo in luce i punti di forza del settore, dalla biodiversità alla diffusione delle denominazioni d’origine senza dimenticare i punti di debolezza su cui agire, come la polverizzazione delle aziende olivicole e l’incostanza produttiva nazionale. PAC e Recovery Fund sono stati illustrati da Ermanno Comegna, esperto di settore.

Spunti di riflessione interessanti sono arrivati inoltre dal contributo di Giovanni Rodia, responsabile delle relazioni esterne dell’ICE, Istituto Commercio Estero, che ha ribadito quanto sia determinante il settore agroalimentare italiano sui mercati internazionali e quanto vi sia la voglia da parte delle imprese del food italiano di proiettarsi all’estero, con 4.000 delle 7.000 aziende interessate dalle attività ICE che appartengono proprio all’agroalimentare del Belpaese.

Certo, l’Italia deve affrontare il mercato dei falsi che, secondo quanto raccontato da Luca Veglia dell’ICQRF, si muove lungo due direttrici: spacciare olio vergine per extra vergine e spacciare olio estero per olio verde nostrano. Per contrastare queste truffe il ruolo del panel test, l’esame organolettico è fondamentale.

 

Marchio FOOI – Registrazione

Accordo di Filiera 2020-2021

 

Accordo di filiera olio extravergine di oliva

per la campagna 2020/2021

 

Le seguenti associazioni in rappresentanza della filiera olivicola italiana ed aderenti al FOOI e specificatamente, le AOP di olio d’oliva (Italia Olivicola ed Unapol), l’Assitol, Organizzazione Italiana rappresentativa dell’Industria olearia e le Organizzazione rappresentative dei frantoiani, Assofrantoi ed AIFO  (in seguito per brevità le Parti)

 

congiuntamente rilevano

 

  • che occorre operare nella filiera nella prospettiva indicata dal reg. Ue 1308/2013 e in particolare dal considerando 139;
  • che il comparto olivicolo intende avviare un cambiamento strutturale che disegni una nuova geografia delle aree di produzione e di consumo caratterizzato da una forte spinta verso l’aggregazione di prodotto (come previsto anche dal regolamento UE n. 1308/2013);
  • che è necessario investire per aumentare la produzione nazionale, che attualmente è mediamente di 350.000 tonnellate/anno, portandola ad una media di 600.000 tonnellate/anno (a fronte di un fabbisogno di industria e Commercio pari ad un milione di tonnellate) con un aumento di circa 250.000 tonnellate, riducendo in tal modo i costi unitari di produzione;
  • che è necessario un ripensamento delle categorie merceologiche a livello europeo con l’obiettivo di segmentare il mercato e valorizzare tutte le restanti categorie dell’olio di oliva, al fine di migliorare la competitività di tutto il settore e dell’intera filiera;

 

 

 

  • che occorre, nell’ambito di azioni volte alla valorizzazione di tutte le espressioni dalla gamma olio di oliva, anche in relazione alla varietà degli impieghi e ai mercati di destinazione, operare uno sforzo per la valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva di qualità;
  • che è necessario migliorare la qualità delle offerte e promuovere la costruzione di un circuito di operatori certificati e tracciati attraverso il sistema informatico SIAN;
  • che la qualità e l’origine italiana possono essere un’importante leva di marketing;
  • che occorre far acquisire valore agli oli di oliva prodotti nei diversi territori e con diverse peculiarità, creando le premesse per un rilancio degli investimenti al fine di rendere maggiormente competitivo il sistema olivicolo-oleario italiano;
  • che è necessario creare le premesse per contratti di fornitura di prodotto con particolari specifiche tecniche note già in partenza e definite sulla base delle esigenze di approvvigionamento dell’Industria e del Commercio – anche in relazione ai vincoli posti dai mercati dei Paesi Terzi – e delle auspicate prospettive di costante crescita qualitativa;
  • che è necessario ci sia un’assunzione di responsabilità da parte dell’offerta agricola in merito alle caratteristiche del prodotto, che deve risultare oltre che sempre rispondente alla normativa vigente, con particolare riferimento all’analisi sensoriale comunemente detta panel test, anche garantita formalmente da certificazione analitica di conformità ad alcuni requisiti concordati tra le parti;
  • che è importante che si creino le condizioni per incoraggiare la produzione di prodotti di pregio concordando un premio che venga riconosciuto in aggiunta al prezzo di mercato in considerazione del raggiungimento della sussistenza degli standard qualitativi concordati;
  • che è opportuno realizzare un quadro di regole condivise in cui possano essere conclusi i contratti tipo (allegati) che le aziende aderenti alle Organizzazioni firmatarie potranno sottoscrivere autonomamente.

 

 

 

 

 

 

 

Ciò premesso

 

Il presente accordo si colloca nell’ambito delle politiche di filiera tra produzione, trasformazione, industria e commercio, con l’obiettivo di difendere gli interessi di tutti i soggetti della filiera.

La presente proposta riguarda gli oli di oliva extra vergini con le caratteristiche indicate all’articolo 4.

L’obiettivo dell’accordo è la creazione delle condizioni per lo sviluppo di attività commerciali tra i vari soggetti della filiera, per la fornitura di oli di oliva extra vergini italiani che garantisca la conformità:

 

  1. alle caratteristiche chimico/fisico e organolettiche (panel test) previste dalla normativa vigente;
  2. ad un attento rispetto della disciplina sui contaminanti e sui residui di antiparassitari tollerati per il prodotto finito, nella UE e negli USA (le condizioni saranno dettagliate nei contratti allegati).

 

 

 

Le Parti firmatarie si danno atto

 

  • di essere in possesso di delega necessaria ai fini della conclusione del presente accordo;
  • che – pur nell’ovvia autonomia delle singole imprese ad esse aderenti – le Organizzazioni firmatarie, di parte agricola, nell’ambito della suddetta delega, possono essere considerate, ai fini del presente accordo, soggetti contraenti; le organizzazioni di parte commerciale ed industriale si impegnano ad invitare le imprese ad esse aderenti ad assumere precisi e vincolanti impegni di acquisto del prodotto oggetto del presente accordo;
  • che le premesse di cui sopra costituiscono parte integrante e sostanziale del presente accordo.

 

 

 

Convengono quanto segue

 

Articolo 1: periodo di validità

Il presente accordo di filiera ha una validità per campagna 2020-2021 e si intende rinnovato annualmente, salvo disdetta scritta da presentare entro il 31 luglio di ciascun anno. Due mesi prima della suddetta data, le parti si impegnano ad incontrarsi per valutare i risultati dell’accordo e le eventuali revisioni.

 

 

 

Articolo 2: materia prima e caratteristiche qualitative

Il fornitore garantisce:

  • la sussistenza delle specifiche tecniche (chimico/fisiche e organolettiche) previste dalla normativa vigente e indicate all’articolo 4;
  • la conformità dell’olio alla disciplina comunitaria e nazionale (Reg. CE n. 396/2005) e dei principali Paesi importatori sui contaminanti e sui residui;
  • la tracciabilità di legge.

 

Per le analisi richieste si conviene di utilizzare certificati rilasciati da Laboratori accreditati Accredia.

Il fornitore garantisce altresì, con la suddetta certificazione, la sussistenza, qualora richiesta dalla parte acquirente, di una delle caratteristiche facoltative di cui all’art. 5 reg. Ue 29/2012 e s.m.

 

Articolo 3: determinazione del prezzo

In via sperimentale, in una fase di prima applicazione dell’accordo, conformemente al principio stabilito nel par. 4 lett. c) dell’art. 168 del reg. Ue 1308/2013, al fine di stimolare la produzione olivicola a raggiungere elevati standard di qualità alimentare, superiori ai requisiti minimi previsti dalla normativa vigente, favorendo al tempo stesso la valorizzazione del prodotto nei principali mercati di destinazione UE ed extra-UE, passando altresì per una forte spinta all’aggregazione delle OP prevista dal Regolamento UE n. 1308/2013, per la campagna 2019/20 il prezzo dell’olio extravergine di oliva in possesso dei requisiti chimico/fisici e organolettici specificati all’articolo 4, viene concordato come segue:

sulla base dei prezzi rilevati sulla Borsa Merci di Bari (media del prezzo minimo e prezzo massimo) al momento dell’accettazione del campione da parte dell’acquirente.

A tale prezzo, in termini di premialità, viene riconosciuto, per i quantitativi con i livelli di pesticidi ammessi nel mercato UE e USA ed in possesso della tracciabilità di legge:

  • fascia acidità fino a  3      € 400/tonnellata;
  • fascia acidità fra 0.3 a 0.4   € 150/tonnellata;

 

 

 

Articolo 4: caratteristiche dell’olio extravergine di oliva con elevati standard di qualità, di sicurezza alimentare e nutrizionali, modalità e tempi di consegna

Gli operatori aderenti direttamente o indirettamente (per tramite le organizzazioni socie ) del FOOI Soc. cons. a.rl. si impegnano a fornire olio extravergine di oliva di origine italiana con i seguenti parametri:

  • polifenoli superiori a 250 mg/kg
  • acidità prevista al precedente articolo 3,
  • livelli di pesticidi ammessi nel mercato UE e USA,
  • livelli di etilesteri massimi di 15 mg/kg,
  • livelli di perossidi massimi 10 meq O2/kg,

 

secondo i seguenti quantitativi e tempi qui indicativamente elencati:

  • 1° settimana del mese di novembre 2020              1.000 tonnellate;
  • 1° settimana del mese di dicembre 2020               3.000 tonnellate
  • 1° settimana del mese di gennaio 2021                   2. 000 tonnellate;
  • 1° settimana del mese di febbraio 2021                  2. 000 tonnellate;
  • 1° settimana del mese di marzo 2021                      2.000 tonnellate

 

Per gli oli extra vergini di oliva con acidità superiore a 0.3% la sussistenza della conformità delle caratteristiche organolettiche dovrà essere accertata da un panel riconosciuto.

La consegna del prodotto è intesa franco partenza.

Salvo i casi di forza maggiore, l’inadempimento delle disposizioni di cui al presente articolo, determina l’applicazione delle penali precisate nei contratti tipo di fornitura allegati.

 

Articolo 5: campionamento

La parte fornitrice si impegna a prelevare n. 5 campioni da 500 ml per ogni consegna, di cui due per ciascuna delle parti contraenti mentre il quinto sarà conservato presso il laboratorio di analisi. Il prelievo dei campioni e le relative analisi sono effettuati secondo le norme ISO in vigore.

In caso di contestazione le parti hanno diritto di procedere ad una controanalisi presso un laboratorio accreditato.

I risultati delle eventuali analisi vengono trasmessi per iscritto all’altra parte senza ritardo e comunque entro due giorni lavorativi.

Sulla contestazione deciderà entro dieci giorni lavorativi un collegio di tre arbitri, di cui due nominati dalle parti e il terzo indicato di comune accordo.

Le spese relative alle analisi sono a carico della parte soccombente.

 Articolo 6: pagamento

Il 10% all’ordine, l’80 % al ritiro della merce che dovrà essere effettuato secondo le modalità nel contratto “tipo “ di fornitura allegato alla lettera a), a condizione che il produttore abbia assolto a tutti gli adempimenti di sua pertinenza, il 10% alla conclusione delle eventuali analisi operate dall’acquirente. Il saldo dovrà essere comunque versato entro 5 giorni lavorativi dal ritiro.

 

Articolo 7: condizioni finali

Le parti si impegnano a valorizzare l’olio oggetto del presente accordo con idonei azioni promozionali.

In tale prospettiva saranno anche definite forme facoltative di riconoscibilità in etichetta del prodotto in questione.

Le parti si impegnano ad osservare quanto stabilito nel presente accordo di filiera e a far rispettare i contratti tipo di fornitura allegati che costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Accordo, sì da costituirne un unico inscindibile contesto, con tutte le pattuizioni del presente atto.

 

 

 

Il presente accordo è stato approvato dal Consiglio d’Amministrazione del Fooi

in data 22 settembre 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mondo oleario italiano perde l’ingegner Pieralisi

Il Presidente, il Direttore, il consiglio di amministrazione e i soci della Filiera Olivicola Olearia Italiana (FOOI) partecipano commossi al dolore per la dipartita dell’ingegner Gennaro Pieralisi.
Il mondo oleario italiano perde un punto di riferimento, un grande imprenditore e una mente eccelsa che con la sua azienda ha contribuito in modo determinante a dare a questo settore innovazione e futuro.

Il Fooi partecipa con il Direttore Martino all’incontro con il Vice Premier Di Maio, sulle emergenze che hanno colpito l’olivicoltura.

Un tavolo di “ricognizione” quello convocato al Mise da Luigi Di Maio sul Decreto Emergenze.

Alla riunione convocata dal Vice Premier Luigi di Maio, alla  quale hanno partecipato la Sottosegretaria Alessandra Pesce e l’onorevole  Giuseppe L’Abbate, sono stati invitati ii rappresentanti di parte agricola, trasformazione ed industriale oltre  ai  rappresentanti dei lavoratori agricoli.

Obiettivo dell’incontro, trovare le soluzioni per uscire dalle emergenze e per disegnare gli scenari futuri dell’olivicoltura italiana.

Per il Fooi ha partecipato all’incontro il Direttore Giuliano Martino, che ha ribadito le posizioni contenute nel documento redatto dai “Gilet arancioni”  di  cui i soci del Fooi sono parte attiva.

OLIO D’OLIVA: PER UNA QUALITA’ DAVVERO “EXTRA” PIU’ RICERCA, LIMITI PIU’ STRINGENTI E PANEL TEST

A Enoliexpo,  il FOOI ha spiegato la sua ricetta per rilanciare l’extra vergine, puntando su un suo diverso riposizionamento nella “famiglia” degli oli d’oliva e su una revisione dei parametri di qualità in senso più restrittivo. Spazio, inoltre, alla ricerca, che con l’impiego di nuovi strumenti può rafforzare l’analisi sensoriale.

Sono intervenuti  Paolo Mariani, Presidente Fooi,  Giuliano Martino direttore Fooi, Alfredo Marasciulo, capo panel ed esperto Fooi, Anna Cane (Assitol), Luigi Canino (Italia Olivicola), Tommaso Loiodice (Unapol), Elia Pellegrino (Aifo).

Presente all’incontro anche l’on. Giuseppe L’Abbate, deputato della Commissione Agricoltura.

Far rinascere l’extravergine grazie alla ridefinizione dei suoi parametri di qualità e genuinità e riposizionandolo all’interno delle categorie merceologiche dell’olio d’oliva. E’ questa la strategia illustrata dalla FOOI, la nuova Interprofessione di settore, in occasione di Enoliexpo, la prima fiera di macchinari, servizi e tecnologie dedicate all’olio e al vino, in questi giorni in corso a Bari.

A fronte di una domanda sempre più pressante da parte del consumatore di cibo di qualità, autentico e sostenibile, l’olio extra vergine non riesce a far valere le sue peculiarità organolettiche e nutrizionali.Purtroppo, all’atto d’acquisto, viene ancora preferito il prodotto in promozione, a scapito della qualità.

Occorre quindi puntare sulla formazione ed educazione del consumatore, ma non solo: servono nuove regole che stringano le maglie dei parametri di qualità e sicurezza alimentare, per differenziare maggiormente la categoria dell’olio extra. Al riguardo, le diverse “anime” dell’Interprofessione dell’olio d’oliva hanno riaffermato l’importanza di puntare sul Panel Test come strumento di valorizzazione e su parametri di qualità più stringenti, quali ad esempio l’abbassamento dell’acidità e dei limiti degli etil-esteri. In questo modo, si potranno escludere dalla categoria quei prodotti che sono “extra” solo di nome, ma non di fatto. Non va trascurata neppure l’ipotesi di inserire indici di qualità nutrizionale, quali ad esempio i polifenoli, composti molto importanti sia per la nostra salute che per quella dell’olio stesso, perché ne consentono una migliore conservabilità nel tempo.

Sul fronte della ricerca serve una nuova visione strategica ed il FOOI è a favore dell’innovazione in ambito agricolo, ambientale e del controllo del prodotto, in un’ottica di miglioramento continuo della qualità e sostenibilità. In tal senso, è grande l’aspettativa nei confronti dei risultati di Oleum, il progetto di ricerca europeo, che interessa anche il nuovo metodo dei composti volatili, da affiancare al Panel Test. Inoltre, nuovi metodi di analisi, quali il “Finger print NMR”, potrebbero supportare l’attuale sistema di tracciabilità, nell’identificazione dell’origine. 

Incontro con una delegazione di olivicoltori della Giordania

Qualità, tracciabilità e trasparenza nei confronti dei consumatori anche attraverso la difesa di strumenti – come il panel test – in grado di tutelare l’olio extravergine d’oliva vero ed il lavoro di tutti gli attori della Filiera olivicola-olearia

È questo il risultato più importante dell’incontro tenutosi questa mattina a Roma tra il Fooi ed una delegazione di olivicoltori della Giordania, guidata dal Direttore del settore olivicolo del Ministero dell’Agricoltura, Nehaya Shaher Al Musaisin, e dal Presidente dell’organizzazione dei produttori olivicoli Fayyad Alzyoud.

PANEL TEST, lo strumento da difendere per la valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva

Il panel test, l’analisi organolettica degli oli che ne determina la classifica merceologica, è uno strumento che va difeso in tutte le sedi perché è l’unico capace di valorizzare la qualità dell’olio extravergine d’oliva.

È con questa convinzione che la Filiera Olivicola Olearia Italiana (FOOI) organizza domani a Bari, venerdì 22 febbraio, a partire dalle 16.30, presso la Fiera del Levante, nell’ambito di EnoliExpo, un importante momento di confronto sul tema alla presenza di numerosi esperti del settore.

Dopo i saluti di Paolo Mariani, Presidente Fooi, e la relazione introduttiva di Alfredo Marasciulo, capo panel ed esperto Fooi, interverranno i rappresentanti della organizzazioni che fanno parte della filiera più importante del settore, Anna Cane (Assitol), Luigi Canino (Italia Olivicola), Tommaso Loiodice (Unapol), Elia Pellegrino (Aifo) per confrontarsi anche su come valorizzare il prodotto italiano di qualità.

Parteciperanno all’incontro anche Giuseppe L’Abbate, deputato della Commissione Agricoltura, e l’assessore all’agricoltura della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia.

Incontro con il sottosegretario MIPAAFT, dott.ssa Pesce

Nel cordiale incontro tra FOOI e il sottosegretario MIPAAFT, la dott.ssa Alessandra Pesce, si sono affrontati temi che riguardano l’intera filiera olivicola.
Si è parlato di come si possa collaborare, affinché l’olio di oliva, uno degli alimenti principali della dieta mediterranea, debba essere valorizzato e garantito ai consumatori.
Si è ribadito, inoltre, l’impegno delle parti a interagire per avere tracciabilità sicure, usufruire di sistemi di promozione veritieri ed efficaci che interessino sia il sistema pubblico che la filiera rappresentata all’interno del FOOI.